| " The visibility was nothing like the blind, the marchers walked on sinking to the knees, weeping, cursing, with great difficulty advancing than three hundred meters in half an hour. As each night each believed to die of exhaustion in the snow, someone really Fell and was swallowed by the monstrous enemy, but the column went into the black of night. " | |
| | ( passage from hundred thousand tins of ice) |
Centomila gavette di ghiaccio è un romanzo autobiografico di Giulio Bedeschi pubblicato originalmente nel 1963 per l'editore Mursia ed è stato vincitore del Premio Bancarella nel 1964 , ottenendo 86 voti su 140 schede valide.
Composto tra il 1945 ed il 1946 Centomila gavette di ghiaccio venne rifiutato da sedici editori nazionali prima che Mursia decidesse di pubblicarlo: da allora è diventato una delle opere culto della letteratura di guerra con circa tre milioni di copie vendute in 130 ristampe e nuove editions and translations into French , English, Portuguese and Netherlands.
hundred thousand tins of ice is the experience of war Lieutenant doctor Italo Serri (pseudonym behind which lurks Bedell himself) during the Second World War .
Initially assigned to an infantry division , Serri is used on the front greek-Albanian in 1941. It is then transferred to the body of Mountain, near a battery of artillery mountain belonging to the Alpine Julia .
Con questa unità Serri viene inviato al fronte russo dove partecipa alle operazioni dell' Armata Italiana in Russia . Nel dicembre 1942 , una controffensiva russa sviluppatasi per liberare la città assediata di Stalingrado spezza il fronte italiano ed il Corpo d'Armata Alpino (formato dalle divisioni alpine Cuneense , Julia e Tridentina ) viene sacrificato per bloccare l'avanzata sovietica per permettere la ritirata e la riorganizzazione delle unità italiane e tedesche coinvolte nello sfondamento. Dopo un mese di accanita resistenza gli alpini, il 17 gennaio 1943 , privi di viveri e di munizioni, sono obbligati a ritirarsi, ormai accerchiati dalle forze russe.
Inizia così per Serri ed i suoi compagni una tragica ritirata con una temperatura di -40°, nel terribile inverno ucraino , senza cibo e con costanti combattimenti per svincolarsi dalla stretta delle forze russe.
Il 31 gennaio 1943 finalmente le truppe alpine raggiungono la zona controllata dall'alleato tedesco: dei 60.000 uomini partiti se ne salvano meno di 20.000, tra i quali Serri e pochi compagni della sua batteria d'artiglieria.
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