di Fabio Sebastiani «Per i diritti di tutti». La decisione del Comitato centrale straordinario. Il 3 febbraio assemblea dei delegati.
Sciopero di otto ore il 28 gennaio, una raccolta capillare di firme in difesa della libertà sindacale «per tutti» e un appello alle imprese a non «seguire la Fiat».
La "Federazione impiegati operai metallurgici" risponde così all'accordo separato di Mirafiori. Ieri, mentre a Roma veniva messa la "pietra tombale" su Pomigliano d'Arco, completando l'accordo di giugno con la parte contrattuale, il Comitato centrale decideva di inaugurare il 2011 con una lunga serie di "feste di piazza" (102 voti a favore e 29 astenuti). A febbraio, poi, l'assemblea nazionale dei delegati che tirerà le somme.
Le mobilitazioni saranno una per ogni regione d'Italia che deciderà di protestare non solo contro l'odiato Sergio Marchionne, ma contro l'attacco al contratto nazionale e ai diritti scritti nella Costituzione italiana. Insomma, sarà il primo passo di quello sciopero generale che la Cgil si ostina a non convocare e che la Fiom continua ad ispirare.
La stessa presa di posizione dello Spi-Cgil, che all'indomani dell'intervista della segretaria generale della Cgil Susanna Camusso sulle pagine di Repubblica, a fianco delle tute blu testimonia di una situazione nella confederazione di Corso d'Italia che va lentamente mutando.
«Siamo oltre il puro accordo separato», sottolinea il segretario generale della Fiom Maurizio Landini aprendo la conferenza stampa a margine dei lavori del Comitato centrale. E non ha tutti i torti. Dopo il fallimento della strategia di contenimento della Fiat che faceva perno su un ruolo più determinato da parte della Confindustria, e dopo la sostanziale tenuta di Berlusconi, oggi la Cgil si trova have to unravel a skein much more complicated.
The painting, after the signatures of Mirafiori, has two spans over the separate agreement of January 2009. The example Fiat, which is at once serious and working conditions that the same usability union may be followed by other companies: first those in the automotive sector, then the other large companies (Eni, Finmeccanica) and, finally, by other sectors in difficulty because of the economic crisis. Faced with an agreement that, ultimately, remove the union representation, and then the very possibility, as pointed out by the same decision Landini, to find a "mediation" between two opposing parties, it is not too convoluted. "That agreement è un pericolo per il nostro paese», dice Landini. E a chi obietta che uno sciopero generale metterebbe in difficoltà Federmeccanica, che non ha le stesse posizioni della Fiat, il leader della Fiom risponde che la Fiom le sue proposte sulla rappresentanza le aveva già fatte. E la risposta è stato l'accordo di Mirafiori. «Federmeccanica non è d'accordo con la Fiat? Lo dicesse apertamente», aggiunge Landini. La disponibilità ad innovare da parte dei metealmeccanici della Cgil c'è, ma ora quello che si sta palesando è uno scontro politico bello e buono. Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom, non risparmia nulla a Cisl e Uil. «Non è mai successo dal '45 ad oggi che un sindacato italiano signs the exclusion of another union. It is an indelible stain on the history of CISL and UIL. We do not count for anything anymore. They are out of the union of Italy constitutional democratic culture. "
Among the hot topics to the Central Committee, the position to hold the referendum at Mirafiori. It finally passed the argument to leave some leeway for workers who, as George pointed out Airaudo, have already decided to give life to the "Committees for the No" to the agreement. Fiom, for its part, does not recognize the referendum. As in the case of Pomigliano, in addition to blackmailing a premise ("If the agreement does not pass Do not make the investment," said Sergio Marchionne) actually concerns certain inalienable rights of workers, such as the right to strike. During
For Fausto (between 29 abstentions against 102 votes for and none against, ed) "the line of Landini has not prevented Fiat proceeding prevents the separate agreements that there are no other category." Would now "a political battle for the strong" No "to referendum, but with a willingness to accept an eventual favorable agreement with a 'signature tecnicache enable the Fiom to enter the business representatives and continue its commitment in of the business.
Sciopero di otto ore il 28 gennaio, una raccolta capillare di firme in difesa della libertà sindacale «per tutti» e un appello alle imprese a non «seguire la Fiat».
La "Federazione impiegati operai metallurgici" risponde così all'accordo separato di Mirafiori. Ieri, mentre a Roma veniva messa la "pietra tombale" su Pomigliano d'Arco, completando l'accordo di giugno con la parte contrattuale, il Comitato centrale decideva di inaugurare il 2011 con una lunga serie di "feste di piazza" (102 voti a favore e 29 astenuti). A febbraio, poi, l'assemblea nazionale dei delegati che tirerà le somme.
Le mobilitazioni saranno una per ogni regione d'Italia che deciderà di protestare non solo contro l'odiato Sergio Marchionne, ma contro l'attacco al contratto nazionale e ai diritti scritti nella Costituzione italiana. Insomma, sarà il primo passo di quello sciopero generale che la Cgil si ostina a non convocare e che la Fiom continua ad ispirare.
La stessa presa di posizione dello Spi-Cgil, che all'indomani dell'intervista della segretaria generale della Cgil Susanna Camusso sulle pagine di Repubblica, a fianco delle tute blu testimonia di una situazione nella confederazione di Corso d'Italia che va lentamente mutando.
«Siamo oltre il puro accordo separato», sottolinea il segretario generale della Fiom Maurizio Landini aprendo la conferenza stampa a margine dei lavori del Comitato centrale. E non ha tutti i torti. Dopo il fallimento della strategia di contenimento della Fiat che faceva perno su un ruolo più determinato da parte della Confindustria, e dopo la sostanziale tenuta di Berlusconi, oggi la Cgil si trova have to unravel a skein much more complicated.
The painting, after the signatures of Mirafiori, has two spans over the separate agreement of January 2009. The example Fiat, which is at once serious and working conditions that the same usability union may be followed by other companies: first those in the automotive sector, then the other large companies (Eni, Finmeccanica) and, finally, by other sectors in difficulty because of the economic crisis. Faced with an agreement that, ultimately, remove the union representation, and then the very possibility, as pointed out by the same decision Landini, to find a "mediation" between two opposing parties, it is not too convoluted. "That agreement è un pericolo per il nostro paese», dice Landini. E a chi obietta che uno sciopero generale metterebbe in difficoltà Federmeccanica, che non ha le stesse posizioni della Fiat, il leader della Fiom risponde che la Fiom le sue proposte sulla rappresentanza le aveva già fatte. E la risposta è stato l'accordo di Mirafiori. «Federmeccanica non è d'accordo con la Fiat? Lo dicesse apertamente», aggiunge Landini. La disponibilità ad innovare da parte dei metealmeccanici della Cgil c'è, ma ora quello che si sta palesando è uno scontro politico bello e buono. Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom, non risparmia nulla a Cisl e Uil. «Non è mai successo dal '45 ad oggi che un sindacato italiano signs the exclusion of another union. It is an indelible stain on the history of CISL and UIL. We do not count for anything anymore. They are out of the union of Italy constitutional democratic culture. "
Among the hot topics to the Central Committee, the position to hold the referendum at Mirafiori. It finally passed the argument to leave some leeway for workers who, as George pointed out Airaudo, have already decided to give life to the "Committees for the No" to the agreement. Fiom, for its part, does not recognize the referendum. As in the case of Pomigliano, in addition to blackmailing a premise ("If the agreement does not pass Do not make the investment," said Sergio Marchionne) actually concerns certain inalienable rights of workers, such as the right to strike. During
For Fausto (between 29 abstentions against 102 votes for and none against, ed) "the line of Landini has not prevented Fiat proceeding prevents the separate agreements that there are no other category." Would now "a political battle for the strong" No "to referendum, but with a willingness to accept an eventual favorable agreement with a 'signature tecnicache enable the Fiom to enter the business representatives and continue its commitment in of the business.
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